Ricostruzione Attiva: il 12 giugno il primo incontro online sul futuro del cratere sismico

Ricostruzione Attiva: il 12 giugno il primo incontro online sul futuro del cratere sismico

Nasce “Ricostruzione attiva”, un’esperienza di informazione e partecipazione dal basso che intende accompagnare la nuova fase che, anche alla luce dell’emergenza Covid, non investe solo aspetti di tipo tecnico/edilizio ma aspetti ben più importanti e strategici che riguardano il futuro delle aree dell’Appennino e di una parte significativa dell’Italia. Emidio Emilio Delli Compagni, promotore di Ricostruzione Attiva, spiega: “Per informare correttamente la comunità, monitorare l’andamento della ricostruzione, aiutare i tanti terremotati che, disorientati e spaventati dalle procedure, hanno desistito persino a presentare le richieste di contributo, per offrire uno spazio di confronto sugli scenari di sviluppo, soprattutto per le aree interne. Favorire e offrire anche ai tecnici un terreno di confronto e sviluppo per rompere lo schema che vede la ricostruzione ostaggio di uffici amministrativi mentre non si vede il progetto, politico e sociale, per la comunità”. Ricostruzione attiva vuole raccontare, monitorare e riflettere sulla ricostruzione: si parte venerdì 12 giugno alle 18:00 in streaming al seguente link https://www.facebook.com/LaCasaAttiva. Nel corso delle puntate saranno ospitate le tante voci della ricostruzione: dai cittadini ai tecnici, dagli amministratori locali ai giovani (il futuro delle aree interne) ai comitati che si sono creati nell’area del Centro Italia perché i problemi che viviamo a Teramo sono comuni a tutte le regioni del cratere.

“I fatti delle ultime settimane hanno reso giustizia alle contestazioni che sin da subito abbiamo mosso agli Uffici della ricostruzione a partire dall’assemblea pubblica al Parco della Scienza, a Teramo, un anno fa. Siamo contenti ma abbiamo perso quattro anni che adesso dobbiamo recuperare”, dichiara Delli Compagni che sottolinea “come il Covid sta mettendo drammaticamente in luce la malattia più grave del Paese che è la burocrazia difensiva che comprime i diritti dei cittadini e rende inefficaci anche i migliori provvedimenti: un vero nemico dello sviluppo”. Fra i primi obiettivi la risoluzione della vertenza sul cosiddetto “accollo” al privato di una parte dei costi della ricostruzione 2016; frutto di procedure insensate visto che per il sisma 2016 è prevista la copertura totale del contributo necessario a ricostruire in sicurezza favorendo i miglioramenti antisismici. Collegata a tale problematica vi è quella dei costi ammissibili e della determinazione del costo convenzionale (in particolare dell’applicazione dei costi incrementali pure previsti dalle ordinanze) tutte questioni che incidono pesantemente sul processo di ricostruzione e che devono essere comprese da tutti per essere superate. Ricostruzione Attiva si occuperà di questi temi e farà in modo che il dibattito sia il più ampio possibile, trasparente e partecipato dai tanti attori che si occupano della ricostruzione. “La ricostruzione post sisma prevede la copertura del cento per cento del progetto mentre gli USR applicano una decurtazione anche sul contributo concedibile (costo convenzionale) senza rispetto delle ordinanze. Presenteremo i casi controversi e tutti potranno segnalarci le criticità che incontrano – chiosa Delli Compagni – con l’ordinanza 100 del Commissario Legnini abbiamo la possibilità di chiedere poteri sostitutivi e ci avvarremo anche di questa opportunità. Una partita che ci prepariamo ad affrontare con il contributo di giuristi ed esperti”.

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