Roseto, il 4 maggio mobilitazione contro il Pan del Borsacchio

Roseto, il 4 maggio mobilitazione contro il Pan del Borsacchio

Il 4 maggio le Guide della Riserva del Borsacchio organizzano a Roseto, alle 15, una mobilitazione per difenderla da quello che viene definito “un piano edilizio che la comprometterebbe”. L’iniziativa nasce dalla prossima discussione in Consiglio comunale del Pan, il Piano di Assetto Naturalistico. “Avendo contribuito alla sua nascita e dopo esserci impegnati nella sua difesa e nella sua valorizzazione, dovremmo esserne felici – scrivono in una nota le Guide del Borsacchio – Eppure non è così e, anzi, avvertiamo ancora di più la necessità di difendere questo piccolo tratto di costa scampato alla cementificazione”. Secondo i volontari che da anni si occupano della riserva, “il Pan in discussione non è lo strumento di pianificazione di un’area naturale protetta; non punta alla conservazione e alla valorizzazione di una riserva costiera; non garantisce, come vuole la legge regionale sulle aree protette, la tutela di una zona con un particolare interesse naturalistico ricca di emergenze geomorfologiche, floristiche, faunistiche, paleontologiche e archeologiche. La conservazione della natura è esclusa dal Pan che, invece di occuparsi di corridoi ecologici, di specie e di habitat, presenta un “programma edilizio” per regolamentare antenne, tapparelle, impianti di condizionamento, recinti. Nessun intervento di conservazione attiva, nessuna opera di rinaturazione, nessun recupero della fascia dunale e retrodunale che pure avrebbero un effetto benefico nel contrasto all’erosione”.

Per le Guide del Borsacchio, “rinunciando a grandi occasioni di finanziamento, il Pan non prende in esame gli studi condotti negli anni passati per la candidatura a sito della Rete Natura 2000 del territorio della riserva, nonostante il Comune abbia finanziato uno specifico studio poi approvato dall’allora commissario della riserva nominato dalla Regione. La zonazione proposta contrasta inspiegabilmente con quanto previsto dalla legislazione di settore e specifica sulla riserva, eliminando le Zone A (a massima tutela) e le Zone D (di sviluppo). E, a confermare la sua anima cementizia, il Pan prevede una ferita al cuore stesso della riserva con un accesso in corrispondenza della “Casa Mataloni”, con tanto di sottopasso ferroviario e passerella alla spiaggia, e ben due parcheggi dietro la ferrovia e la strada nazionale. Per non parlare dei premi di cubatura fino al 40% in più dei manufatti originari per un massimo di nuovi 600 mq”.

Continuano ancora le Guide: “Invece di recuperare la tradizionale rete sentieristica esistente, se ne prevede una nuova da realizzarsi lungo i fossi, con la beffa dei costi di realizzazione e gestione spropositati da aggiungersi al danno della compromissione dei corridoi ecologici. Non vi è nessun approfondimento sulla mobilità sostenibile, tanto che nelle cartografie della viabilità non sono indicate piste ciclabili e persino l’esistente ciclabile Roseto-Cologna diventa una strada carrabile. La stessa memoria di questi luoghi scompare con l’oblio di siti archeologici di enorme importanza a partire da quello della sepoltura ostrogota. Persino sul logo della Riserva, il Pan contiene una scelta inspiegabile, rinunciando al logo donato da uno dei migliori grafici su scala nazionale, originario di Roseto degli Abruzzi, e introducendone uno nuovo nonostante l’altro sia stato diffuso da anni in materiale divulgativo e siti web”.

“La natura e la storia del territorio della Riserva naturale regionale del Borsacchio non meritano questo Pan – chiosano le Guide del Borsacchio – Il grande impegno profuso in questi 16 anni da tante donne e uomini di Roseto degli Abruzzi, e non solo, meritano una ben più attenta pianificazione. È questo il momento di scegliere tra il passato e il futuro, tra il consumo di territorio e di risorse e lo sviluppo sostenibile. È questo il momento di stringersi intorno alla nostra Riserva e di difenderla per garantire alle future generazioni quel piccolo angolo di natura che le generazioni del passato ci hanno lasciato”.

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