Ruzzo Reti, Forlini si dimette dal Consiglio di amministrazione

Ruzzo Reti, Forlini si dimette dal Consiglio di amministrazione

La Ruzzo Reti Spa rende noto che Antonio Forlini ha rassegnato le dimissioni dalla carica di membro del Consiglio di amministrazione della società. Forlini ha motivato le dimissioni con ragioni personali e professionali, che sono tali da non consentirgli più di dedicarsi alla carica con la sistematicità, il tempo e l’impegno che ritiene dovuti, in particolare a seguito dei numerosi impegni che lo chiamano sempre più spesso fuori provincia di Teramo. Tutto ciò è dovuto anche all’incarico di presidente dell’UnaItalia.

Il Consiglio di amministrazione, il Collegio sindacale ed il management aziendale, preso atto con rammarico delle dimissioni, ringraziano Antonio Forlini per la proficua attività sino ad oggi svolta a favore della società e rammentano l’importante opera di risanamento svolta dallo stesso. Infatti, prima in qualità di presidente e successivamente come membro del Consiglio di amministrazione, avendo ereditato una società in gravissime condizioni economiche (si paventava il ricorso a procedure pre-fallimentari) con un deciso intervento ha consentito, avvalendosi di una serie di accordi e transazioni con tutti i creditori ivi compresi i comuni soci, di porre le basi per una gestione nuova dell’azienda che oggi si appresta a percorrere un sentiero virtuoso. Entro tre anni, infatti, la Ruzzo Reti potrà vantare una definitiva stabilità economica dopo gli alti e bassi dei bilanci precedenti, mentre già a far data dal 2019 ha cominciato a dar seguito ad un piano triennale di investimenti sul territorio della provincia di Teramo per un importo complessivo lordo con contributi pari a 90,4 milioni di euro, fondi che andranno a migliorare la rete idrica limitando i disagi degli utenti, la depurazione e il sistema fognario della provincia. L’azienda si appresta, tra l’altro, dopo oltre vent’anni, all’indizione di una pubblica procedura di selezione per le figure di operai, manutentori, geometri ed ingegneri, tutte figure che garantiranno maggiore efficienza nei servizi. Tutto questo, ribadisce la società nella nota, è un risultato nient’affatto scontato allorquando ci si trovi dinanzi a tematiche complesse come la gestione di partecipate; basti pensare alle difficoltà in cui è incorsa la provincia di Pescara in seguito alla dichiarazione di concordato preventivo dell’acquedotto ACA e che ha visto molte piccole imprese del territorio notevolmente ridimensionate nei propri crediti con grave contrazione della economia locale anche a livello occupazionale. 

Nei prossimi giorni, come da statuto, si procederà alla sostituzione del consigliere dimissionario, non senza una preventiva condivisione con i Comuni soci come da prassi puntualmente seguita dalla attuale governance.

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