Ruzzo, Teramo Vive: “Bilancio disastroso di questo Cda”

Ruzzo, Teramo Vive: “Bilancio disastroso di questo Cda”

Lasciare da parte la politica “che dà il peggio di sé e che si conquista spazi con reiterate e immotivate dimissioni, riconferme e nomine”, per analizzare i conti della Ruzzo Reti attraverso gli ultimi bilanci approvati. E’ quanto fatto da Teramo Vive, gruppo della maggioranza in Comune di cui fanno parte l’assessore Valdo Di Bonaventura e i consiglieri Piergiorgio Passerini e Paolo Di Sabatino. “Perché i dati ci sembrano differenti da come ci vengono raccontati e la gestione degli ultimi anni, questi della “continuità” per intenderci, appare tutt’altro che virtuosa”, premettono.

“Riguardo all’indebitamento netto complessivo dell’azienda, ad esempio, si passa dagli 87 mln di euro del 2013 ai circa 94 mln del 2018 (con un aumento dei debiti di 7 mln di euro pari +7,8%); a fronte di ciò gli investimenti nella rete passano dai 218 mln del 2013 ai 231,5 mln (13,5 mln al netto ammortamenti pari ad un incremento del +6,1%), ma vanno considerati 48 mln circa di contributi regionali in conto investimento in impianti, sempre erogati nel quinquennio. Utilizzando invece i soli mezzi/soldi propri, negli anni dal 2009 al 2012 (i quattro anni precedenti l’amministrazione attuale) sono stati investiti nella rete 30,25 mln di euro, mentre nell’era Forlini di cui questa amministrazione si è dichiarata in continuità, gli investimenti sono stati di soli 17,5 milioni di euro in sei anni (e non quattro), praticamente dimezzati. Quanto ai ricavi caratteristici (ovvero le tariffe pagate dagli utenti del servizio) – prosegue l’analisi di Teramo Vive – questi sono passati dai 36,4 mln di euro del 2013 ai 40,7 mln di euro del 2018, mentre in altri ricavi e proventi troviamo le partite tariffarie pregresse, anche qui più che raddoppiate da euro 2,7 mln nel 2013 ad euro 5,6 mln del 2018 (+2,9 mln di euro pari a +107%). Il totale degli incassi da tariffa e dunque dei ricavi è lievitato quindi dai 39,12 mln di euro del 2013 ai 46,3 mln di euro del 2018 (7,18 mln, +18,3 %). Nello stesso periodo la Ruzzo ha chiuso tre esercizi su sei in perdita (e solo per un artificio contabile non sono stati quattro) per complessivi 7 mln di euro, passando da un utile di euro 2,5 mln ante imposte del 2013 a soli euro 767mila ante imposte ed a 107mila euro post imposte. E sottolineiamo che il Ruzzo l’acqua che vende non la paga, non ha dunque se non minimi costi di acquisto. Sottolineiamo, a buon esempio, che i cinque bilanci precedenti l’era Forlini avevano tutti chiusi in utile”.

Poi c’è la questione relativa al personale, “il cui costo è rimasto stabile negli anni 2008/2013 mentre oggi vede un costante incremento fino ai 14,15 mln di euro del 2018 dagli 11,4 mln di euro del 2013 (+24,2% e +2,75 milioni), ai quali aggiungere il costo del servizio degli interinali, voce cresciuta nello stesso periodo dai 7 mln ai 9,8 mln (+40% Costi per servizi). Le spese del personale sono
inoltre destinate a crescere ulteriormente dopo l’approvazione del piano assunzioni votato lo scorso 18 gennaio e che prevede ulteriori assunzioni per 63 nuove unità, che si sommeranno ai 198
dipendenti ed a circa 85 interinali (interinali e precarizzati che superano di parecchio il limite previsto da ERSI Abruzzo, oltre che dalle logiche di equilibrio economico-finanziario di buona gestione
dell’azienda)”. La sintesi di Teramo Vive è: “Maggiore indebitamento, maggiore costo del personale, maggiore costo delle bollette, meno investimenti e risultati economici disastrosi negli ultimi sei anni. Questa è la Ruzzo Reti il cui CdA è appena stato riconfermato, con il beneplacito dei sindaci che ne hanno considerato “il buon lavoro svolto”. Loro risponderanno direttamente alle loro comunità; noi, invece, siamo col sindaco di Teramo che ha ritenuto di non legittimare l’ennesimo carrozzone in cui i giochi di potere si giocano sempre sulle spalle dei cittadini”.

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