Teramo, Confindustria: “Quasi tutte le aziende ferme da lunedì mattina”

Teramo, Confindustria: “Quasi tutte le aziende ferme da lunedì mattina”

Confindustria Teramo replica con una lunga nota all’appello rivolo dalle segreterie provinciali di FIM CISL e FIOM CGIL al Prefetto di Teramo affinché intervenga per far sospendere le attività nelle aziende teramane rimaste aperte anche dopo il decreto del premier Conte. “Sappiamo che in questo Paese il sentimento anti impresa è molto diffuso – si legge nel comunicato dell’Unione Industriali di Teramo – ma non avremmo mai immaginato che si potesse riesumare una dialettica economica da passato remoto delle relazioni sindacali. Queste frasi ci dimostrano due cose: primo, che il Paese e la maggioranza dei lavoratori, per fortuna, sono evoluti e comprendono le ragioni delle imprese mentre una parte del sindacato rimane ancorato a vecchi schemi che fanno perdere i grandi valori che hanno segnato la storia del nostro Paese; secondo, che questa parte di sindacato evidentemente ignora tutte le precauzioni messe in campo dalle aziende a tutela della salute e dell’incolumità di tutti i dipendenti”.

L’associazione di categoria, guidata dal presidente Cesare Zippilli, si rivolge direttamente ai segretari provinciali di FIM CISL e FIOM CGIL: “Siete veramente convinti che gli imprenditori teramani vogliano il male dei propri lavoratori? Possibile che non abbiate compreso che il capitale più importante di un’azienda non è rappresentato da macchinari, impianti e strutture, ma dal capitale umano che con esperienza, intelligenza e professionalità costituisce la colonna portante di un’impresa?”. Secondo Confindustria, “la quasi totalità delle aziende teramane del settore metalmeccanico ha attuato le disposizioni governative, fermando la produzione già da lunedì mattina. Pochissime realtà, non appartenenti ai cosiddetti settori essenziali (parliamo di produzioni complementari), responsabilmente hanno chiesto al Prefetto di continuare l’attività produttiva con organici ultraridotti di oltre i due terzi, nel pieno rispetto della tutela e della salute di tutti gli operatori, per assicurare la continuità produttiva delle imprese inserite nell’elenco”.

“Mai come in questo momento – prosegue la nota – il Paese ha bisogno di unità d’intenti per combattere l’espandersi del coronavirus, ma con realismo dobbiamo anche pensare al dopo Coronavirus ed alla situazione economica dell’industria. Si evitino attacchi fuori luogo agli imprenditori ed alle imprese con accuse infondate e facendo intendere di essere poco rispettosi delle norme e della tutela della salute dei dipendenti. Spegniamo immediatamente questo clima lontano dalla realtà di oggi, altrimenti si rischia di creare danni seri con risvolti pesanti sul piano economico e occupazionale. Stringiamoci tutti attorno alla risorsa più importante che ci lega: il lavoro – conclude il comunicato di Confindustria Teramo – fatto di fabbriche e lavoratori, ma fatto anche di ordini, produzioni, consegne, fatturato, incassi e distribuzione della ricchezza. Se blocchiamo ora tutta questa filiera rischiamo di ritrovarci tutti più poveri alla fine di questo incubo”.

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