VIDEO | Teramo, è ufficiale: Italia Viva esce dalla maggioranza

VIDEO | Teramo, è ufficiale: Italia Viva esce dalla maggioranza

Italia Viva rompe gli indugi e rende ufficiale quanto era nei fatti già da tempo: fuori dalla maggioranza che amministra il Comune di Teramo. La frattura tra la componente renziana e il sindaco Gianguido D’Alberto è insanabile, come dimostrano gli ultimi scontri sollevati dal lodo Ruzzo e dall’attacco di Teramo 3.0 (lista costituente la coalizione uscita vincitrice alle elezioni, ma poi confluita in Italia Viva) sull’assunzione del fratello del sindaco in una cooperativa che gestisce servizi comunali.

È un comunicato dei coordinamenti comunale e provinciale renziani a sancire lo strappo. Italia Viva non perdona a D’Alberto il rimpasto di Giunta che ha visto il sacrificio del vicesindaco Maria Cristina Marroni (attuale coordinatrice provinciale del partito) per l’allargamento agli ex avversari Cavallari e Di Dalmazio. “Da un’indagine condotta sui Comuni capoluogo – recita la nota – è impossibile riuscire a individuare un simile mostro triforme: è impossibile rintracciare l’unione, in una nuova maggioranza, di tre candidati sindaco avversi. Inoltre – aggiunge Italia Viva – oggi strizza l’occhio anche ai 5 Stelle”. Gli ex alleati affondano anche sul ruolo di D’Alberto quale presidente Anci Abruzzo: “Nonostante la sua ben nota vicinanza politica all’onorevole Legnini, in qualità di Commissario straordinario alla ricostruzione, non ha impedito l’avvilente bocciatura da parte della Commissione Bilancio della Camera del pacchetto di misure e aiuti per le zone colpite dal sisma 2016. Di questo – prosegue Italia Viva – si sono accorti anche i suoi interlocutori istituzionali e tutti gli amministratori della provincia che osservano con sconcerto il suo proliferare di comunicati da presidente dell’Anci, ruolo che evidentemente gli piace di più di quello di sindaco, perché probabilmente gli consente di proiettarsi in quella dimensione regionale a cui pensa sin dal giorno dopo la sua elezione. Tutti si sono accorti – insiste la nota – che non ha mai pensato a un secondo mandato da sindaco, ma che il suo fine è la carriera politica sovracomunale”.

Tra le mancate azioni a livello comunale, vengono citati l’assenza di un contratto con la Teramo Ambiente, il parcheggio a raso di Piazza Dante, l’edilizia scolastica ferma al palo, gli espropri che consentirebbero di avviare il percorso di riqualificazione del Teatro romano, il ponte di Carapollo, il calendario estivo di manifestazioni culturali. “Termina qui la disponibilità a sostenere la sua sgangherata maggioranza – chiosa Italia Viva – Stiamo già lavorando al futuro per costruire assieme alle persone che vogliono davvero rifondare la nostra città una nuova area contraddistinta dal riformismo, dal buon senso e dalla capacità progettuale, che sappia davvero interpretare le esigenze dei cittadini”. Lo strappo avrà anche ripercussioni sulle alleanze con il Partito democratico alle prossime elezioni amministrative in provincia.

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