Teramo, ex Banca Tercas: Italia Viva chiede consiglio comunale straordinario

Teramo, ex Banca Tercas: Italia Viva chiede consiglio comunale straordinario

Il gruppo consiliare ed il coordinamento comunale di Italia Viva esprimono “grande preoccupazione per la vicenda legata alla ex Tercas, per le implicazioni di carattere occupazionale e socioeconomiche che la stessa avrà in termini di ricaduta sull’intero territorio provinciale”. Il riferimento è all’annunciato piano di chiusure di filiali elaborato dalla Banca Popolare di Bari che prevede il 50% dei tagli in Abruzzo: si tratta di 15 filiali, 8 in provincia di Teramo, 4 a L’Aquila, 2 a Pescara e 1 a Chieti. “Appare di tutta evidenza come ancora una volta la nostra Provincia sia oggetto di una scarsa considerazione da parte del governo centrale – evidenzia Italia Viva – nel silenzio assordante dei nostri parlamentari e consiglieri regionali che avrebbero dovuto e potuto impiegare il loro tempo a difendere concretamente il nostro martoriato territorio”.

Altra questione che ha sollevato proteste è la mancata nomina nel Cda di BPB di esponenti abruzzesi: circostanza che “testimonia ancora una volta come la Tercas sia solo un ricordo per tutti coloro che hanno creduto nello sviluppo e nella laboriosità della nostra gente – prosegue Italia Viva – rappresentando l’ennesimo schiaffo per tutti i silenti risparmiatori che quotidianamente ripongono le loro speranze di un futuro migliore, frutto del sacrificio operoso della nostra tradizione, nell’allora banca del territorio”. Uno “smacco” seguito da “ulteriori chiusure di filiali che penalizzeranno in misura assorbente il nostro territorio, costringendo professionalità indiscusse ad umiliazioni economiche e segnando inesorabilmente la fine dei territori montani, con ulteriore drammatico incentivo allo spopolamento delle zone interne”.

L’intervento si chiude con la stoccata al sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto: “Anziché partecipare a sterili passerelle istituzionali con il nostro Presidente del Consiglio, avremmo auspicato avesse indetto, tempestivamente, un Consiglio straordinario sulla questione, che invece siamo noi a chiedere”.

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