Teramo, i pasti per le scuole arrivano da L’Aquila: protestano i genitori

Teramo, i pasti per le scuole arrivano da L’Aquila: protestano i genitori

Proteste dei genitori degli alunni che frequentano le scuole dell’infanzia ed elementari del Comune di Teramo a causa della qualità della refezione scolastica. I genitori si sono lamentati formalmente con l’amministrazione comunale perché da circa due mesi i pasti destinati alle mense arrivano da centri di cottura aquilani. Una notizia emersa solo perché, all’inizio di dicembre, un furgone che trasportava i pasti sarebbe rimasto coinvolto in un incidente sull’autostrada che ha causato un disservizio nell’erogazione del vitto agli alunni.

“Solo in via di urgenza è consentito che la preparazione dei pasti avvenga in luoghi molto distanti dall’ubicazione delle mense dove i pasti medesimi vengono effettivamente somministrati”, osserva il consigliere comunale Ivan Verzilli che sull’argomento ha formulato un’interrogazione urgente al sindaco e all’assessore alla Pubblica istruzione. Verzilli chiede se sia vero “che la società incaricata della fornitura e somministrazione dei pasti per la refezione scolastica comunale utilizzi un centro cottura nel territorio aquilano da almeno due mesi (se non sin dall’inizio dell’esecuzione dell’appalto in essere)”. Inoltre, nell’interrogazione il consigliere comunale mira a conoscere “se la vigente normativa e/o il capitolato di appalto consenta/consentano una simile distanza chilometrica fra il centro cottura e il luogo di somministrazione dei pasti (ovvero un simile tempo di latenza fra la preparazione del pasto e la sua consumazione) e, nel caso che ciò non sia consentito, come si sia attivata l’amministrazione comunale per sanzionare tale violazione normativa e/o contrattuale, peraltro non occasionale”. Infine, Verzilli chiede di verificare se il centro cottura individuato “sin dal 2019 all’interno della scuola materna De Albentiis in via del Baluardo”, sia stato allestito e messo in esercizio, “nonostante oramai da un anno sia in fase esecutiva l’appalto in essere con la società aggiudicatrice della gara concernente la refezione scolastica e, nel caso che la circostanza risulti verificata, come si sia attivata l’amministrazione comunale per sanzionare tale ipotizzata violazione contrattuale”. Per Verzilli, infatti, l’eventuale mancata attivazione della cucina della scuola De Albentiis “rappresenterebbe la spia dell’assenza di controllo e vigilanza da parte del Comune sulla gestione del servizio di refezione scolastica ad opera della ditta aggiudicataria”.

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