Teramo: imprenditore dona 50.000 euro alla Rianimazione cardiochirurgica

Teramo: imprenditore dona 50.000 euro alla Rianimazione cardiochirurgica

Si suol dire che la beneficenza si fa e non si rende nota. In questi giorni di grande slancio solidale sono tante le dimostrazioni di sostegno, anche economico, verso le categorie in prima linea nella lotta al coronavirus. Dalla Protezione Civile, alle Regioni, alle singole Asl si moltiplicano le raccolte fondi e le campagne di beneficenza che stanno convogliando risorse importanti per il sistema sanitario. Tutti, dal privato cittadino che dona pochi euro, al facoltoso imprenditore che stanzia cifre ragguardevoli, rappresentano allo stesso modo preziosi contributi.

Poi c’è lo stile. Di chi si lascia immortalare all’atto della donazione, di chi annuncia il proprio gesto sui social o con comunicati stampa, delle istituzioni che non mancano di ringraziare pubblicamente i benefattori. In questa cassa di risonanza mediatica c’è anche, però, chi compie il gesto di solidarietà in silenzio, senza ribalta. E anzi fa di tutto per tenerlo nascosto, mosso solo dalla volontà di poter essere di sostegno alla comunità flagellata dal Covid-19. Proprio per questo a noi piace farlo sapere, rispettando la volontà del donatore di restare anonimo. Si tratta di un imprenditore a capo di una nota azienda farmaceutica del Teramano. Un capitano d’azienda che, pur essendo toscano di nascita e milanese di adozione, si è sentito in dovere di aiutare il territorio dove ha sviluppato la sua florida attività. Il gesto compiuto è di quelli importanti: ben 50.000 euro donati alla raccolta fondi organizzata in favore dell’Anestesia e Terapia Intensiva Cardiochirurgica dell’ospedale “Mazzini” di Teramo, diretta dal dottor Francesco Taraschi, per l’acquisto di due respiratori. Inoltre, lo stesso imprenditore ha donato anche 500 litri di disinfettante alla Asl di Teramo.

Non è la prima volta che l’imprenditore si rende protagonista di gesti simili. Basti pensare che, dopo il terremoto del 2016, ha aiutato concretamente tutti i bambini rimasti senza casa in due comunità dell’entroterra, Valle Castellana e Torricella Sicura, attraverso una donazione ai loro nuclei familiari in occasione delle feste di Natale. Anche in quell’occasione nessuno, se non i diretti interessati, hanno saputo del suo gesto. Perché il bene si fa e poi si dimentica.

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  1. Grazie salvato

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