Teramo, Italia Viva critica D’Alberto: “Asili privati e spazzatura pubblica”

Teramo, Italia Viva critica D’Alberto: “Asili privati e spazzatura pubblica”

E’ una nota di Lucia Verticelli, coordinatrice comunale di Italia Viva, a criticare l’operazione annunciata dal sindaco Gianguido D’Alberto che porterà la Teramo Ambiente a diventare società in house del Comune, con capitale interamente pubblico grazie all’acquisto delle quote private (il 49% della società) per un esborso di un milione e 400 mila euro. “Nel lontano 1994 il servizio comunale di raccolta rifiuti era un disastro e pochi netturbini, dipendenti del comune, non riuscivano a tenere sufficientemente pulita la città. I costi del servizio erano anche alti, e si decise di creare Team, società mista con il privato – ricostruisce la Verticelli – Sempre nel 1994 gli asili nido comunali funzionavano benissimo, come è sempre stato, e a nessuno venne in mente di privatizzarli. Venticinque anni dopo la Giunta D’Alberto ha rovesciato la storia: la raccolta rifiuti torna pubblica e gli asili diventano privati”.

Secondo l’esponente di Italia Viva “è davvero difficile ipotizzare che potrà essere un cambiamento in meglio, soprattutto sul versante dei servizi ai nostri bambini. Per i rifiuti oggi paghiamo un milione e quattrocentomila euro di soldi dei contribuenti per acquistare una società che non vale nulla, e per gestire la quale serviranno altri milioni di euro dei contribuenti, al fine di ri-efficientarla, dotandola di tutte le attrezzature e i mezzi di cui è sprovvista. La condizione dei lavoratori che confidano di diventare pubblici non cambierà, perché continuerà a seguire le regole dell’in house cioè del privato. Un’operazione costosa, molto costosa, una montagna di soldi, un’operazione statalista e dirigista, di cui davvero non si sentiva il bisogno. Con quelle risorse – spiega Lucia Verticelli – si potevano tenere gli asili pubblici, sistemare le strade (non solo colorarle!) e provare a ridare un po’ di vitalità alla città e al suo tessuto produttivo. Un’operazione che sarà una zavorra economica infinita per le future amministrazioni e per la collettività teramana, che quel milione e quattrocentomila euro non li rivedrà mai più”.

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