Teramo, la Richetti toglie ai lavoratori 15 minuti di pausa: “Rischio contagio”

Teramo, la Richetti toglie ai lavoratori 15 minuti di pausa: “Rischio contagio”

Tolti 15 minuti di pausa ai lavoratori della Richetti, azienda del nucleo industriale di Sant’Atto, a Teramo. La decisione è stata presa “unilateralmente” dalla direzione con la motivazione di “ridurre il rischio contagio da coronavirus”. Lo riportano in una nota le segreterie provinciali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil. “Secondo Richetti – scrivono i sindacati – è meglio restare sulle linea a produrre un quarto d’ora in più, dove la distanza di un metro non sempre è possibile. Tra l’altro fino a pochi giorni fa era un problema avere le mascherine che, secondo l’azienda, devono durare una settimana e a chi osa chiederne una al giorno si risponde con pressioni poco amichevoli”.

La decisione dell’azienda viene definita “sciacallaggio” dai rappresentanti dei lavoratori: “L’azienda non solo viene meno ad un accordo raggiunto a seguito di una complicata trattativa – proseguono i sindacati – utilizza il coronavirus ed i provvedimenti del Governo che con le pause non hanno nulla a che vedere. Semmai si può discutere e variare la gestione di tali pause, così come suggerito dai provvedimenti governativi e come concordato in altre aziende, ma non la soppressione. La decisione aziendale ci lascia davvero perplessi e, con rammarico, dobbiamo constatare che ha strumentalmente utilizzato un grave problema per togliere alle lavoratrici e lavoratori un diritto”. L’auspicio di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil è che “si possa tornare in un ambito di correttezza e rispetto delle persone, diversamente saremo costretti a valutare le più opportune iniziative”.

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