VIDEO | Teramo, l’amministrazione non risponde alle interrogazioni: Verzilli si rivolge al Prefetto

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Il consigliere comunale teramano della Lega, Ivan Verzilli, scrive al Prefetto Graziella Patrizi per segnalare la mancata risposta alle interrogazioni presentate alla Giunta cittadina. Verzilli ricorda che il Regolamento del Consiglio comunale in vigore dal 21 luglio 2019 prevede che “quando i consiglieri proponenti richiedono risposta scritta, la stessa viene data dal sindaco o dall’assessore competente entro 30 (trenta) giorni dalla richiesta”. Invece il consigliere leghista denuncia che nessuna risposta è stata fornita dall’amministrazione ad almeno tre sue interrogazioni: la prima del 9 luglio 2019 sul rudere di via Muzi; la seconda del 22 ottobre 2019 sulla gestione della Fondazione Tercas; la terza del 26 novembre 2019 sulla vertenza giudiziale della dipendente Anna Capponi. “Oltre alle gravi omissioni appena descritte – scrive Verzilli al prefetto – devesi rappresentare al contempo una illegittima compressione dei diritti dei consiglieri, così come sanciti dall’art. 43 del Testo Unico degli Enti Locali (TUEL)”.

Inoltre, l’8 agosto 2019 Verzilli ha protocollato formalmente anche una richiesta di fissazione di seduta congiunta delle competenti commissioni consiliari per discutere della programmazione relativa agli edifici scolastici di proprietà comunale. “Purtroppo – rileva il consigliere comunale – anche in questa circostanza, nessuno dei presidenti di commissione destinatari, né il presidente del consiglio comunale, né il sindaco, hanno inteso vagliare la richiesta ed esprimere un assenso oppure un diniego alla stessa, con ciò integrando una ennesima violazione di regolamento e una ennesima compressione dei diritti dei consiglieri comunali”. Per tutto ciò, Verzilli chiede un intervento del rappresentante del Governo “volto a stigmatizzare le illegittimità commesse dall’amministrazione comunale di Teramo, sollecitando tutti gli atti dovuti ed un maggiore rispetto – da qui in avanti – per i diritti di tutti i consiglieri comunali, molti dei quali incorrono al pari dello scrivente nelle medesime mancanze di rispetto, ancor più gravi in quanto rivolte non a singoli soggetti, ma ai rappresentanti istituzionali dell’intera cittadinanza”.

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