Teramo, riapertura scuole: ancora problemi con gli organici

Teramo, riapertura scuole: ancora problemi con gli organici

A due settimane dalla riapertura delle scuole in Abruzzo, interviene la Flc Cgil di Teramo per evidenziare che “sono tanti i provvedimenti che mancano per assicurare il rientro a scuola in sicurezza e per garantire il diritto allo studio”. Non solo mascherine, banchi monoposto e norme anti COVID-19: “In molte scuole della provincia di Teramo si stanno facendo incontri informativi su come comportarsi e su come affrontare gli inevitabili problemi che si porranno – spiega il segretario Sergio Sorella – Un lavoro serio e importante. C’è anche, ad esempio, il problema degli organici e della girandola di supplenze che coinvolgerà tutte le scuole”. Infatti il sindacato mette in luce che “le immissioni in ruolo non hanno coperto tutte le disponibilità. Non ci sono state nemmeno le 260 programmate nei diversi ordini. Il numero delle supplenze per quest’anno in provincia di Teramo supererà le 500 unità tra docenti e ATA. Prosegue – commenta Sorella – un sistema di reclutamento farraginoso e ingiusto”. La Flc ritiene “necessari provvedimenti straordinari sugli organici, anche su quello ATA che, vista l’esigenza di costante igienizzazione richiesta dalla pandemia, va profondamente rivisto assicurando in ognuno dei 354 plessi scolastici della provincia, almeno un collaboratore scolastico in più”.

Le scuole hanno risorse finanziarie “ma saranno lasciate sole a decidere se e quando chiamare altri docenti, generando problemi e differenziazioni tra i diversi istituti”, lamenta Sorella. “Abbiamo già visto in azione tanti amici del giaguaro che, per supposta fedeltà alla linea, dicono sempre che va tutto bene. I numerosi errori contenuti nelle nuove graduatorie per le supplenze (GPS) stanno mettendo a dura prova la tenuta dell’intero sistema”.

Il segretario della Flc Cgil Teramo, poi, ribalta le ragioni che avrebbero portato allo slittamento della riapertura delle scuole. E’ una “notizia falsa” quella della mancata riapertura per evitare l’immediata chiusura a causa del referendum del 20 e 21 settembre: “Le scuole impegnate come seggi elettorali sono poco più di un terzo dei 354 plessi scolastici della provincia – spiega Sorella – A Teramo, ad esempio, sono 13 le scuole sedi di seggio elettorale mentre ci sono 44 plessi. Negli altri si potrebbe, ad esempio, riaprire tranquillamente. Se questo tempo dovesse servire per apportare le migliorie necessarie alle strutture, allora sarebbe ben speso. Se, invece, rappresenta un ulteriore elemento di confusione, non è utile. Abbiamo bisogno di riaprire le scuole in sicurezza e con organici adeguati – conclude il sindacalista – le studentesse e gli studenti devono avere la possibilità di poter entrare in aule e in laboratori che consentano di poter lavorare senza essere strattonati dal politico di turno”.

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