Teramo, sindaco e vescovo visitano la casa di riposo “De Benedictis”

Teramo, sindaco e vescovo visitano la casa di riposo “De Benedictis”

Visita tradizionale, questa mattina, alla Casa di Riposo ‘G. De Benedictis’ del sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto, assieme al vescovo della Diocesi, Lorenzo Leuzzi: la ‘visita dell’Epifania’, che chiude il Natale teramano proprio nello stesso luogo dove era iniziato, con la messa e l’incontro del 15 dicembre scorso. “È un segnale che si rinnova – sostiene il sindaco – che non vuole essere una visita di routine, quasi un appuntamento obbligato, ma tutt’altro”. Un appuntamento che vuol far avvertire il senso di vicinanza delle istituzioni, sia sotto l’aspetto laico che religioso, che si manifesta con forza verso i soggetti più deboli, gli anziani, per i quali il contatto è fondamentale, così come per tutti i soggetti deboli; un appuntamento che vuole anche dare un segnale importante: “Li abbiamo stretti in un abbraccio forte – sottolinea ancora Gianguido D’Alberto – l’abbraccio di tutta la città con l’augurio di un buon anno, di una buona vita”. Il sindaco ha colto l’occasione per salutare e ringraziare tutti coloro che sostengono la struttura, la ASP (Azienda pubblica di assistenza alla persona), personale medico, le cooperative, gli operatori che quotidianamente vivono la comunità e la sorreggono con grande senso di vicinanza, professionalità, solidarietà, sebbene in situazione di oggettiva difficoltà.

Così, nel dialogo con l’attuale governance in fase di prorogatio, il sindaco ha rimarcato la necessità di un potenziamento dell’attenzione nei confronti di tutte le ASP: “È necessario rivedere la legge del 2011 – sostiene il sindaco di Teramo – una legge che ha costruito e strutturato le ASP secondo una logica meramente manageriale, riducendo il sostegno pubblico. Non dobbiamo dimenticare che oggi la ASP ha 440 utenti ed è di fatto una azienda ospedaliera a tutti gli effetti; questo sta a significare che svolge un’attività a carattere socio sanitario di straordinaria importanza. Ecco perché non si può reggere solo ed esclusivamente sulle rette che giustamente sono ridotte, ma deve incentrarsi su una politica che, proprio perché i contributi degli assistiti sono ridotti, deve essere accompagnata da un adeguato sostegno pubblico. Qui parliamo di sanità, di assistenza sociosanitaria, complementare all’attività del servizio sanitario per i soggetti più deboli. Quindi dobbiamo modificare assolutamente la legge del 2011, riportando al centro la persona. Stiamo parlando di azienda che svolge servizi alla persona, e questo deve essere l’obiettivo; essa è uno strumento che deve sì muoversi attraverso logiche di efficienza ed economicità, ma il sostegno pubblico è fondamentale. La riforma va fatta subito; sono passati nove anni dal varo della legge, i tempi per modificarla e approvarla sono maturi e quindi bisogna intervenire immediatamente. Questo è ciò che chiediamo alla Regione Abruzzo – chiosa D’Alberto – di attivarsi subito secondo queste  prospettive e questa logica; non si pensi alle ASP come enti dove andare a nominare persone in riferimento a logiche spartitorie e quindi alle consuete pratiche politiche ma si pensi alle ASP per ciò che sono, cioè uno strumento per la persona, anche e soprattutto di carattere sanitario”.

Il servizio

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