Teramo, tutto pronto per “CON/TestE UrbanE” il primo live music post covid

Teramo, tutto pronto per “CON/TestE UrbanE” il primo live music post covid

“Tanti talenti insieme, cento grazie a tutti. La Giornata mondiale della Musica a Teramo parla tanti linguaggi: quello della musica innanzitutto ma anche di tutte le altre espressioni artistiche in un quartiere come San Berardo.  Un grande esperimento sociale e culturale.  Ci auguriamo che il messaggio giunga al cuore delle istituzioni. Abbiamo pulito i giardini, le strade, rimesso a nuovo angoli degradati. Se qualcuno si avvicina alla società la società si avvicina alle istituzioni e l’arte e la musica sono un ponte. A Teramo si riuniscono grandi artisti, grandi musicisti, maestri e virtuosi degli strumenti anche ma soprattutto generosi creatori di emozioni” è il commento del direttore artistico Renato Pilogallo.

Grazie a Letcus  Teramo, alla onlus “Citta della conoscenza”  ai cittadini volontari dei condomini 19 e 21 di Via Tevere e Via Pescara (quartiere San Berardo) domani sera si alza il sipario CON/TestE UrbanE  a Teramo. Oltre 100 artisti hanno aderito alla manifestazione che nasce dall’idea di sostenere il mondo professionale della cultura, della musica e dello spettacolo rimasto senza ingaggi e con davanti mesi di grande incertezza: una live music ricca di nomi eccellenti con la partecipazione di artisti di strada, attori, compagnie teatrali, writers.
Tre i teatri allestiti fra le strade e gli slarghi di uno dei quartieri simbolo della città, un quartiere nato con l’edilizia popolare e che ha bisogno di seri interventi di rigenerazione urbana: si snoda attraverso una chiesta, quella di San Berardo (patrono della città) che è un cuore sociale pulsante.
Imponenti le misure organizzative per far fronte ai protocolli di sicurezza previsti dalle disposizioni post Covid: posti prenotati, sanificazione dei luoghi, collaborazioni con le associazioni di protezione civile (assistenza sanitaria, ambulanze, misurazione della temperatura corporea  etc etc) e persino una mensa per gli artisti che partecipano.

Una faticosa organizzazione che parte dal basso e che è stata possibile grazie alla generosa collaborazione del Conservatorio Braga, della Riccitelli Società del Teatro e dei Concerti, del coworking Wide Open, di Imago Comunicazione, dell’ATER;  al contributo finanziario del BIM Vomano e Tordino, del Comune di Teramo, di Confindustria, alla raccolta fondi fra i cittadini e,  soprattutto, della sentita adesione degli artisti che hanno accettato di partecipare senza un cachet e solo con il rimborso delle spese.
Decisivo il ruolo svolto svolto dalla “Citta della Conoscenza” grazie a Claudio D’Innocenzo, direttore e responsabile della sicurezza e a Claudio della Figliola che segue gli aspetti amministrativi.

Raccontare le ultime due settimane, significa raccontare la fatica e gli ostacoli di fare cultura e spettacolo  in questo Paese e forse il COVID è l’ultimo dei problemi. Ma domani si alza il sipario e come sempre accade la magia”  dichiara la curatrice Pina Manente: “in queste ultime ore il quartiere si è trasformato in un laboratorio a cielo aperto. Il messaggio è chiaro: far ripartire lo spettacolo. LO devono fare gli enti, le fondazioni, la Regione. Non c’è programmazione, non ci sono bandi, non c’è un quadro normativo chiaro: non si può continuare ad operare con il cappello in mano come se spettacolo e cultura fossero accessori e i suoi operatori dei professionisti di serie z: mangiano anche loro tutti i giorni. IL COVID ha solo portato alla luce, in maniera drammatica, quanto si investa poco in cultura. L’Abruzzo è un fanalino di coda per gli investimenti in questo settore e non da oggi”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *