Teramo, via al terzo Forum del Gran Sasso: sabato c’è Conte

Teramo, via al terzo Forum del Gran Sasso: sabato c’è Conte

Al via ufficialmente nel pomeriggio la terza edizione del Forum Internazionale del Gran Sasso, di scena all’Università di Teramo fino al 3 ottobre, con la cerimonia inaugurale moderata da Cesare Mirabelli, presidente emerito della Corte Costituzionale, in collegamento video col direttore generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri, Giorgio Marrapodi, e alla presenza tra gli altri del Commissario Straordinario per la ricostruzione post-sisma, Giovanni Legnini. Il grande evento accademico – quest’anno sul tema “Investire per costruire” – è stato promosso dalla Diocesi di Teramo-Atri in collaborazione con il Ministero dell’Università e Ricerca, con il Ministero degli affari esteri e Cooperazione Internazionale, con la Commissione Europea, con il Centro internazionale di studi per la conservazione e il restauro dei beni culturali, con l’Università degli Studi di Teramo e con il Comitato di Coordinamento Regionale delle Università Abruzzesi.

«Il III Forum vuole coniugare, a partire dalla cultura della prevenzione, il verbo investire con quello di costruire» ha affermato di fronte alle numerose autorità civili e alle personalità del mondo scientifico presenti, l’ideatore dell’iniziativa, il vescovo di Teramo-Atri Lorenzo Leuzzi. «Il III Forum, con le sue articolate sessioni, vuole porre le basi – attraverso il coinvolgimento, il confronto e la collaborazione con le realtà operative sul territorio – per una nuova cultura del saper costruire. In questa prospettiva – ha sottolineato il presule nel suo intervento nell’Aula Magna dell’ateneo teramano – il mondo accademico e della ricerca sono chiamati a scoprire la loro originale e insostituibile vocazione e missione: elaborare una cultura per sostenere e animare le scelte storiche da compiere, evitando forme astratte di programmazione». Per il rettore dell’Università di Teramo Dino Mastrocola «il Foum del Gran Sasso, nato da una straordinaria intuizione del nostro vescovo, ha posto Teramo e la sua Università al centro di riflessioni e visioni mondiali, coinvolgendo in particolar modo le nuove generazioni in un’ottica interdisciplinare, perché i grandi progetti hanno bisogno del supporto di tutte le branche dei saperi».

I numeri di questa edizione sono eloquenti. Nella tre giorni si terranno 16 sessioni parallele di lavoro su altrettante aree disciplinari, animate da 270 relatori provenienti da atenei di tutta Italia e anche stranieri (dalla Croatia North University, dalla Sorbonne Universitè de Paris, dal London Centre for Interdisciplinary Research, dalla Columbia e dal Messico). Gli ambiti di studio coinvolti spazieranno dall’arte all’economia, dal diritto alla medicina, dalla tutela dell’ambiente al lavoro, senza tralasciare settori come bioetica, agroalimentare, turismo e sport. Particolare importanza avrà la tavola rotonda Investire nei giovani per un partenariato euro-africano, un anno dopo la Conferenza dei rettori delle università africane. Un’opportunità per riflettere sugli aspetti proposti dalla Conferenza dello scorso anno (che elaborò la Carta di Teramo) alla luce dell’attuale emergenza COVID-19.

Il Forum 2020 terminerà sabato 3 ottobre con la consegna di due premi: il primo, simbolicamente ritirato dal presidente del Consiglio degli studenti Emanuela Testa, intitolato a Erika Fusella, studentessa precocemente scomparsa; il secondo dedicato a Giulio Regeni e riservato ai dottorati di ricerca dell’Università di Teramo. A consegnare le onorificenze saranno il Ministro dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi, e il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, entrambi presenti alla cerimonia conclusiva.

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