Tesoro di Castel Manfrino, D’Angelo: “Le monete restino a Valle Castellana”

Tesoro di Castel Manfrino, D’Angelo: “Le monete restino a Valle Castellana”

“L’importante ritrovamento di oltre 300 monete d’argento rinvenute da alcuni escursionisti nei pressi di Castel Manfrino deve rimanere a Valle Castellana”. Si esprime così il sindaco Camillo D’Angelo, che lamenta il fatto che il suo Comune non sia stato minimamente coinvolto dalla Soprintendenza archeologica in questa importante scoperta nonostante i numerosi ed infruttuosi tentativi di prendere contatti ed avere notizie in merito a questo ritrovamento. “Ancora una volta la comunità di Valle Castellana rischia di non poter beneficiare di un importante ritrovamento archeologico avvenuto sul proprio territorio sul quale, al momento, non ha la benché minima voce in capitolo”, dichiara il primo cittadino. “A questo punto iniziamo a temere che questo importante pezzo della nostra storia non farà mai ritorno a Valle Castellana dove invece l’amministrazione e la cittadinanza tutta sarebbero ben felici, e aggiungo anche pronti, a ospitarlo e dedicargli un’apposita area in cui allestire un piccolo museo che ripercorra la storia di Castel Manfrino e dei Monti della Laga in collaborazione con i comuni vicini e non solo”.

“Da molti anni abbiamo chiesto che i ritrovamenti che vengono fatti nell’area che circonda Castel Manfrino restino sul nostro territorio – aggiunge D’Angelo – In tal senso abbiamo anche proposto di riqualificare la struttura del Centro Servizi del Parco del Gran Sasso e Monti della Laga di Macchia da Sole chiusa da tempo, ma dalle autorità competenti non abbiamo avuto nessuna risposta. Alcuni mesi fa abbiamo anche scritto alla Soprintendenza per chiedere che venisse attivata, in tempi brevi, la procedura per la messa in sicurezza di Castel Manfrino e che fosse ripristinata, in totale sicurezza, la via delle Gole del Salinello, ma nessuno si è ancora degnato di risponderci. In quel caso chiedemmo un intervento diretto al ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini, e oggi siamo pronti a fare lo stesso per questo importante ritrovamento, sperando che almeno lui riesca a farci avere una risposta”.

“Siamo fortemente amareggiati per quanto accaduto – conclude D’Angelo – anche perché nessuno si è degnato di informarci di un così importante ritrovamento avvenuto sul nostro territorio. Siamo quindi dinanzi all’ennesima prova che alle istituzioni ministeriali, e in particolare alla Soprintendenza archeologica abruzzese, non interessa minimamente delle realtà locali. Sono pronto, negli interessi della collettività, ad andare direttamente a Roma per chiedere conto al ministro Franceschini di questa ennesima beffa da noi subita. Chiederò una soluzione affinché questi, come gli altri ritrovamenti avvenuti nel nostro comprensorio, restino a Valle Castellana così da costituire un importante volano turistico e storico contribuendo così al rilancio del nostro comprensorio”.

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