Tragedia sul Gran Sasso: “Montagna insidiosa in questo periodo”

Tragedia sul Gran Sasso: “Montagna insidiosa in questo periodo”

Ancora una volta la montagna ha richiesto un pesante tributo di sangue ai suoi amanti. Le ultime tre vittime del Gran Sasso erano tutte appassionate ed esperte frequentatrici delle vette regine degli Appennini. Nei due distinti incidenti accaduti in poche ore tra Natale e Santo Stefano hanno perso la vita Franca Di Donato, 49enne di Isola del Gran Sasso, e i cugini Ryszard Barone, 25 anni, e Andrea Antonucci, 28 anni, entrambi di Corfinio, in provincia dell’Aquila. Per Franca Di Donato l’allarme era scattato il giorno di Natale. In mattinata aveva raggiunto la zona dei Prati di Tivo in camper, incamminandosi per scattare alcune foto suggestive dei luoghi a lei tanto cari. L’allarme è stato lanciato dal compagno attorno alle 16, dopo averla contattata più volte inutilmente al cellulare. Il suo corpo è stato individuato, dopo un’intera notte di ricerche da parte di soccorso alpino, vigili del fuoco e Carabinieri, supportati da un elicottero dell’Aeronautica Militare, la mattina del 26 nel Vallone dei Ginepri, a circa 2500 metri sul livello del mare. Probabilmente la donna è stata travolta da una slavina, oppure è scivolata sul ghiaccio, presente in abbondanza ad alta quota. Franca Di Donato era un’escursionista esperta, originaria di Isola del Gran Sasso, ma da qualche tempo residente a Cologna.

Diversa la dinamica che ha caratterizzato la seconda tragedia nel giro di poche ore. I due giovani alpinisti aquilani sono precipitati mentre stavano scalando la cima orientale del Corno Grande, legati tra loro in conserva. Un errore o una fatalità (anche in questo caso forse una valanga) li ha fatti scivolare nel vuoto per un migliaio di metri, fino alla base della ferrata Ricci che stavano affrontando. I soccorsi sono stati immediati, richiesti da un altro componente del gruppo di quattro persone, divisi in due cordate separate, che erano partiti la mattina presto di Santo Stefano dopo aver trascorso la notte nel rifugio Franchetti. Praticamente ancora impegnato nel recupero del corpo di Franca Di Donato, a non molta distanza, l’elisoccorso ha provveduto al secondo intervento, anche in questo caso purtroppo solo per recuperare le salme dei due giovani.

“Purtroppo oggi non è un ‘buon giorno’ per le montagne di casa”. Inizia così il messaggio che una guida alpina professionista abruzzese, Marco Iovenitti, affida a Facebook per fotografare l’attuale situazione del Gran Sasso. Iovenitti mette in guardia dalla montagna “molto insidiosa in questo periodo: da 1000 a 1600/1700 metri circa, pendii esposti a sud, praticamente senza neve ed in veste ‘estiva’. Da 1800 a 2900 metri circa, presenza di manto nevoso (anche di piccolo spessore e non continuo) e di ghiaccio (vetrato) su tutti i versanti. Pendii al di sotto dei 1800 metri esposti a Nord, Nord-Est, Nord-Ovest (che prendono poco sole) presentano la medesima situazione”. La guida alpina prosegue: “I forti venti di garbino dei giorni scorsi uniti alla pioggia caduta violenta anche a quote di 2100/2200 metri hanno letteralmente vetrificato tutti i pendii, anche quelli dove non c’è manto nevoso. Frequente la presenza di placche ventate rigide, poggianti su neve ghiacciata (o ghiaccio vivo). Bisogna prestare, quindi, la massima attenzione – consiglia Iovenitti – Muoversi rigorosamente con attrezzatura adeguata, avere ottime conoscenze delle tecniche alpinistiche e dei pericoli oggettivi. Non sottovalutare alcuna situazione”. Con i tre morti di Natale e Santo Stefano, salgono a sette le vittime sulle montagne dell’Abruzzo in meno di un mese: tre sulla Majella e quattro sul Gran Sasso.

Il servizio

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