Turismo: la Cgil chiede un tavolo di crisi in provincia di Teramo

Turismo: la Cgil chiede un tavolo di crisi in provincia di Teramo

La crisi che ha pervaso il nostro paese negli ultimi 2 mesi avrà senza alcun dubbio ripercussioni pesantissime in tutti i settori, ma senza alcun dubbio uno dei settori che subirà un tracollo immediato è quello legato al turismo. 40mila receptionist, guide, custodi; più di 13mila bagnini; circa 480mila dipendenti della ristorazione tra camerieri, lavapiatti, chef e oltre 70mila lavoratori negli alberghi, durante l’estate vanno ad aggiungersi agli oltre 900 mila addetti del settore. Questi i dati che raccontano la forte incidenza del settore turismo nel mondo del lavoro italiano. E d’altronde parliamo di un settore che muove circa il 13% del PIL del Paese e che, nel decennio di crisi, ha registrato una crescita consistente di arrivi e pernottamenti. Qui nella provincia di Teramo allo storico ruolo giocato dal mare nell’imporre il Turismo come grande player economico territoriale, si affianca lo straordinario potenziale di montagne, colline, città, paesi e borghi; luoghi con un importante patrimonio materiale e immateriale, capaci di giocare un ruolo nel progressivo emergere di altri “mercati” del turismo che coinvolgono il paese Italia. Il turismo in provincia di Teramo è, quindi, uno dei volani principali dell’economia del territorio provinciale e fonte di reddito per migliaia di famiglie. Tantissimi sono le lavoratrici e i lavoratori interessati e che hanno il proprio lavoro incardinati nella stagionalità, dunque con periodi di chiusure e di aperture variabili. La provincia teramana, per altro, è quella più penalizzata tra le province abruzzesi data la grande estensione territoriale e le numerose attività che caratterizzano il turismo. Quale sarà il destino dei lavoratori delle pulizie, di bar, di ristoranti, dei servizi correlati, del settore alimentare, dei bagnini e delle tantissime attività commerciali che si distribuiscono nel territorio? Quale risposte e quali prospettive? Considerando che, di fatto, le fonti di reddito principali nei mesi non lavorati sono le disoccupazioni. Ad oggi per tutte queste lavoratrici e lavoratori c’è solo il bonus dei 600 euro erogato dal governo che, ovviamente, ha già terminato la sua funzione di “ammortizzatore sociale”. A Maggio generalmente inizia la stagione turistica, mentre ad oggi non c’è alcuna risposta riguardante la difficile situazione in cui si trovano tutte le persone che declinano ogni anno la parola Turismo nel nostro territorio. La Filcams Cgil Teramo sostiene la proposta di un ammortizzatore sociale per il Turismo, chiesta anche al livello nazionale, che potrà contenere il problema, ma che non basterà per la ripresa economica di questo settore. Bisogna, quindi, abbracciare e condividere soluzioni a vari livelli e condividere le scelte per non lasciare indietro nessuno! Per queste ragioni chiediamo la convocazione immediata di un tavolo di crisi permanente del Turismo che avrà il compito di sollecitare proposte riguardante tutto l’indotto del Turismo. Chiediamo al Presidente della Provincia e a tutte le istituzioni teramane la convocazione anche di tutte le associazioni datoriali per comprendere e capire le problematiche e le possibili soluzioni. 

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