Università, UDU Teramo: “La Regione Abruzzo ignora i diritti degli studenti”

Università, UDU Teramo: “La Regione Abruzzo ignora i diritti degli studenti”

L’UDU Teramo torna a denunciare la mancanza di fondi regionali sulle borse di studio universitarie, con 2000 studenti a rischio di non avere i mezzi per continuare a studiare.

“Neanche l’emergenza COVID, con la sua conseguente crisi economica e sociale, ha potuto far sì che la regione Abruzzo stanziasse i fondi necessari per assicurare a tutti gli studenti universitari idonei la propria borsa di studio. – dichiarano i rappresentanti dell’UDU Teramo – Anche quest’anno, esattamente come i precedenti, ci troviamo a denunciare la situazione per cui, a causa della mancanza di fondi regionali, circa 2000 studenti non sanno se avranno i mezzi per continuare a studiare. La situazione quest’anno è ancora più beffarda, soprattutto per gli studenti fuorisede, che in alcuni casi dovranno pagare l’affitto della propria casa per seguire la didattica a distanza senza avere i mezzi economici per farlo. Come UDU L’Aquila, UDU Teramo e 360 gradi Chieti – Pescara, richiediamo che con assoluta urgenza la Regione intervenga e assicuri le risorse necessarie per erogare tutte le borse di studio.

Noi pensiamo che il diritto allo studio e l’istruzione dovrebbero essere una priorità per la nostra regione che invece anno dopo anno sottostima e ignora le esigenze degli studenti universitari. Di tutti gli aspetti riguardanti il diritto allo studio, quello delle borse è il tema più importante e più urgente da affrontare: non è pensabile che ogni anno in bilancio a dicembre non siano previste neanche le risorse minime obbligatorie per legge.

Sentiamo dire e leggiamo ovunque che per l’Italia è questo un momento storico, viste le ingenti risorse economiche messe a disposizione dall’Europa per programmare e progettare una rinascita economica e sociale. Il diritto allo studio e l’istruzione dovrebbero essere considerati prioritari come campi di investimento, ma la volontà politica di procedere in questo senso dovrebbe essere visibile nella quotidianità degli atti e delle scelte su tutto il territorio nazionale: ci auguriamo e speriamo che sia finalmente arrivato il momento di un cambio di rotta, sia localmente sia nazionalmente”.

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