Valerio Pelusi (Futuro In) sul regolamento Comitati di quartiere

Valerio Pelusi (Futuro In) sul regolamento Comitati di quartiere

Di seguito le dichiarazioni Valerio Pelusi, vicecoordinatore Futuro In: “

Articolo 18 della Costituzione italiana

“I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale”.

In queste ore siamo venuti a conoscenza che è previsto per sabato p.v. un incontro con la cittadinanza per discutere il regolamento comunale concernente i “diritti e doveri di partecipazione, di democrazia diretta e partecipativa e di informazione dei cittadini”.

Alla lettura di tale regolamento, ci saremmo aspettati di trovare tra i riferimenti normativi l’Art. 18 della Costituzione italiana che sancisce la libertà di associazione e soprattutto il rispetto di tale principio costituzionale.

Proseguendo la lettura di tale regolamento, purtroppo, abbiamo compreso che i 127 articoli che lo compongono (solamente 12 articoli in meno rispetto alla nostra Costituzione) rischiano seriamente di cozzare con l’Art. 18 di cui sopra, presupponendo seri rischi di incostituzionalità.

In particolare, il Capo III del regolamento, stabilisce il funzionamento dei Comitati di Quartiere e Frazione – che ricordiamo essere associazioni – prevedendo le delimitazioni degli ambiti territoriali, l’autonomia regolamentare, i rapporti con l’Amministrazione, gli organismi dei comitati e tutta una serie di regole che i Comitati sono tenuti a rispettare secondo il Comune di Teramo, in barba alla loro libertà sancita dall’Art. 18 della Costituzione.

Balza agli occhi la riduzione dei Comitati “riconosciuti” che sono appena 11, raggruppati per seggi elettorali e non per ambiti territoriali; dal sito internet del Comune si evince chiaramente che le Frazioni e i Quartieri sono complessivamente 62, quindi il Comune con un semplice “colpo di spugna” cancella dalla realtà comunale ben 51 zone (es.: Sant’Atto, Colleatterrato Alto e Basso, Villa Pavone, Miano, Forcella, Villa Vomano, Nepezzano, Villa Ripa ecc.) confluendole all’interno di altre zone con problematiche e caratteristiche ben differenti, estirpando di fatto le radici che legano i vari Comitati già esistenti ai propri territori. Nel regolamento infatti non si parla di Quartieri e Frazioni, ma semplicemente di “Sezioni elettorali” in maniera, a nostro avviso, grezza e irrispettosa nei confronti dei cittadini.

Una problematica che non viene affrontata in tale regolamento nonostante i suoi 127 articoli, è ciò che ne sarà delle libere associazioni esistenti, alcune da oltre 20 anni, che non vengono contemplate nelle fortunate 11 zone. Potranno continuare ad esistere secondo il “Comune legislatore”? Cosa ne sarà di loro?

In Italia tante città si sono dotate di regolamenti sulla partecipazione popolare, ma nessuno, o quasi, ha mai osato tanto; il Comune di Milano, ad esempio, con i suoi 34 articoli (93 in meno rispetto al Comune di Teramo) ha semplicemente istituito un albo delle associazioni dove i comitati, se rispettano determinate caratteristiche, possono iscriversi vedendosi riconosciuti alcuni “privilegi”; stessa cosa per Trento che ha un regolamento di appena 43 articoli.

In conclusione, ci sembra, che questa Amministrazione, abbia confuso il concetto di Comitati con il concetto di Municipi. La differenza sta nel fatto che i primi sono libere associazioni tutelate dall’Articolo 18 della Costituzione italiana, mentre i municipi sono circoscrizioni amministrative di decentramento comunale regolamentati dall’art. 17 del D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 (TUEL) e previsti per città con più di 250.000 abitanti.

Vi chiediamo di fermarvi a riflettere ulteriormente su ciò che vorreste approvare perché potreste provocare danni irreparabili alla vera democrazia partecipativa fatta di civismo e associazionismo puro e vi invitiamo ad accettare i nostri consigli che permetterebbero una maggiore inclusione di tutti i cittadini portatori di interessi senza creare ulteriori discrepanze tra cittadini di serie A e cittadini di serie B.

Date contezza della vostra presenza con altri provvedimenti diversi da questo scellerato regolamento”.

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