Valle Castellana chiede aiuto per i danni causati dai cinghiali

Valle Castellana chiede aiuto per i danni causati dai cinghiali

Oltre ai danni economici causati dallo stop imposto dall’emergenza sanitaria arriva pure la beffa per molti agricoltori di Valle Castellana che, alle prese in questi giorni con la non procrastinabile semina dei campi, devono fare i conti con le scorribande degli animali selvatici, in particolare i cinghiali, che nottetempo invadono i terreni distruggendo il lavoro quotidiano.

In questi ultimi giorni sono stato contattato da tanti coltivatori del nostro territorio che lamentano quotidiane invasione nei loro campi, con gli animali selvatici che non solo mangiano i semi, ma rovinano anche i terreni con il loro passaggio mettendo a rischio i futuri raccolti” sottolinea l’Assessore all’Agricoltura, alla Pastorizia, alla Foresta e gli Usi Civici, Battista Caterini. “Sono infatti sempre più gli animali, soprattutto cinghiali, che si aggirano indisturbati per l’intero territorio, sconfinando nelle aree abitate e nei terreni dedicati alle colture ed agli allevamenti e, indisturbati, fanno danni e razzie, anche grazie al fatto che, per colpa dell’emergenza sanitaria, non c’è quasi nessuno in giro e difficilmente si imbattono nell’uomo”.

Questa situazione, racconta Caterini, rischia di mettere in ginocchio anche i tanti allevatori che vivono ed operano nel comprensorio di Valle Castellana. “Tra le tante storie di ordinaria disperazione c’è quella della signora Nunzia Tomassina Ignazii di Santa Rufina che, dopo aver piantato in questi giorni il foraggio per i suoi bovini, ha visto il terreno distrutto dall’attacco di diversi cinghiali e così, se non si porrà rimedio, a fine maggio non avrà foraggio da dare ai suoi animali in vista dell’estate”.

Chiediamo quindi, ancora una volta, un aiuto concreto da parte delle istituzioni e della Regione Abruzzo a sostengo dei nostri imprenditori agricoli – conclude Battista Caterini –urgono azioni risolutive per tenere sotto controllo la fauna selvatica e le sue sempre più frequenti scorribande nei terreni agricoli. Con queste chiediamo anche aiuti economici forti per chi, in queste settimane di emergenza, oltre a perdere incassi rischia di veder minato anche il suo futuro con dei raccolti che, se continua così, rischiano di non arrivare. Si fa infine strada tra molti cittadini il timore che questi animali, pian piano, possano invadere anche i centri abitati e le numerose frazioni del nostro territorio in cerca di cibo, causando danni alle cose, ma soprattutto alle persone, mettendo ulteriormente in ginocchio la fragile vita della nostra montagna”.

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