VIDEO | Basket e coronavirus: tanti gli ostacoli per la ripresa dei campionati

VIDEO | Basket e coronavirus: tanti gli ostacoli per la ripresa dei campionati

Campionati e allenamenti sospesi a tempo indeterminato a tutti i livelli per quanto riguarda il mondo della pallacanestro.

“Vogliamo giocare e se lo faremo sarà a porte aperte” questa la chiara indicazione del presidente vicario Gaetano Laguardia, della Lega Basket Serie A e della Lega Nazionale Pallacanestro, le quali hanno dichiarato la loro volontà di portare a termine i campionati a tutti i costi con il beneplacito della GIBA che, per bocca del suo vice presidente Mario Boni, ha suggerito di studiare formule assicurative per i giocatori al fine di permettere la disputa degli incontri anche oltre il 30 giugno, data di svincolo dagli impegni contrattuali.

La scelta di portare a termine i campionati, anche con il cambio dei regolamenti in corsa, è ovviamente l’opzione primaria ma si scontra con un numero assai elevato di ostacoli che la rende virtualmente impraticabile a dispetto delle buone intenzioni.

A inizio maggio, a detta dei virologi, sarà impensabile che la serie A di calcio possa riprendere quindi lo stesso ragionamento sarà valido anche per il basket. E se non si può giocare ovviamente non ci si può neanche allenare. La migliore delle ipotesi potrebbe prevedere un ritorno in campo a metà maggio con un terzo di regular season e playoff scudetto da disputare per quanto riguarda la Serie A. Ammesso che si trovi il modo per giocare ci sarà il problema delle squadre: buona parte degli stranieri sono tornati o torneranno in patria e sarà virtualmente impossibile riaverli in campo, perché tutto lascia intendere che per un periodo ci sarà una forte limitazione all’ingresso di stranieri nel paese, specie se provenienti da nazioni come gli Stati Uniti che vedranno in ritardo la luce in fondo al tunnel.

La serie A2, nella quale militano i Roseto Sharks, è il campionato più agevolato dal punto di vista della formula. Qualche squadra ha addirittura finito la regular season (vedi appunto Roseto) e nell’ipotesi più stringente si potrebbero giocare anche solo i playoff e i playout. Vale però la medesima obiezione della serie A per gli stranieri, che difficilmente saranno recuperabili anche in considerazione del fatto che si tratta di un campionato dilettantistico – quindi probabilmente con più restrizioni sanitarie nel medio termine – e che gli stipendi spesso modesti potrebbero indurre molti a rinunciare a tornare in Italia magari per poche settimane. La serie B infine, nella quale militano Teramo e Giulianova, per portare a compimento la stagione avrebbe circa un quarto della regular season (con situazione più critica nel girone B) più playoff e playout. Resta il dubbio su quante realtà potrebbero permettersi, dopo una stagione sventrata, di riattivare roster, staff tecnico e societario per un breve periodo.

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