VIDEO | Giulianova, post offensivo contro il 25 aprile: si dimette il consigliere Paesani

VIDEO | Giulianova, post offensivo contro il 25 aprile: si dimette il consigliere Paesani

Alla fine è arrivata la logica conclusione, ovvero l’indignazione collettiva, bipartisan per dirla in politichese e le dimissioni del consigliere comunale di maggioranza al Comune di Giulianova, Simone Paesani, che nella giornata di ieri si è reso protagonista di vilipendio del 25 aprile, festa della Liberazione, commentando un post su facebook di Antonio Macera.

Viviamo in una fase storica in cui il sentimento della vergogna è stato completamente cancellato dal nostro sistema emotivo, mischiato anche a deliri di onnipotenza con un ego gonfiato a dismisura, fino all’estremo, che causa questi episodi compiuti da chi, secondo l’articolo 54 della Costituzione, ha il dovere di adempiere la funzioni pubbliche che gli sono state affidate con disciplina e onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.

Troppo facile però cadere adesso nella retorica del 25 aprile e puntare il dito solo contro un singolo che, fatti alla mano, ha dimostrato tutta la sua mancanza di rispetto, la sua arroganza, la sua ignoranza e la sua maleducazione. Troppo semplice soffermarsi sul dito e non sulla luna indicata.

Ciò che dobbiamo domandarci è perché questa persona sia arrivata ad occupare un ruolo pubblico in un consiglio comunale, si risponderà per volere popolare tramite democratiche elezioni e quindi ancor di più la riflessione cade su noi stessi, sul perché affidiamo a certi soggetti la nostra rappresentanza invece di non considerarli. Un ragionamento rivolto anche e soprattutto ai vertici, ai primi cittadini e agli assessori, perché bisogna ragionare a 360 gradi soprattutto sulle politiche che un’amministrazione intraprende quotidianamente, sulle parole dette e scritte da chi occupa ruoli istituzionali, sui fatti e non solo su questi singoli episodi.

Il fascismo, intenso non come quello storico ma come subdolo stato d’animo, come modo distorto di vedere la vita, è sempre lì pronto ad emergere all’interno della natura umana. Sta a tutti noi il compito di smascherarlo e contrastarlo quotidianamente, non solo in occasione del 25 aprile perché citando Cesare Pavese: “Chi lascia fare e s’accontenta è già un fascista”.

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