VIDEO | Roseto: arrestati gli autori dell’attentato ad Anima Concept Pizza

VIDEO | Roseto: arrestati gli autori dell’attentato ad Anima Concept Pizza

Era lo scorso 5 febbraio quando un boato nel cuore della notte devastò la pizzeria Anima Concept, nella zona nord di Roseto degli Abruzzi. Un ordigno mandò in frantumi le vetrine, l’ingresso, gli arredi esterni dell’attività appena aperta, danneggiando anche l’interno del locale e l’appartamento al piano superiore della palazzina. Le indagini dei carabinieri scattarono immediatamente e questa mattina c’è stata la svolta con l’arresto all’alba dei responsabili dell’attentato: sono finiti in manette Antonio Pascale, pizzaiolo napoletano di 36 anni, domiciliato a Roseto; la compagna Sara Masone, rosetana di 38 anni; e Salvatore Ricciardi, 38enne di Pomigliano d’Arco. Per i due uomini si sono aperte le porte del carcere, mentre la donna è stata posta ai domiciliari. Nei loro confronti le accuse mosse dalla Direzione Distrettuale Antimafia dell’Aquila, confermate dal Gip del tribunale del capoluogo abruzzese, sono di tentata estorsione mediante l’utilizzo del metodo mafioso, danneggiamento e turbata libertà dell’industria e del commercio. Gli arresti sono stati eseguiti dai carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Giulianova e della Stazione di Roseto degli Abruzzi, coadiuvati dai militari della Compagnia di Castello di Cisterna (in provincia di Napoli).

Le attività investigative, iniziate dalla Procura di Teramo, sono state coordinate dalla Dda dell’Aquila. Gli inquirenti, che hanno ipotizzato fin dal primo momento che si trattasse di un atto intimidatorio a scopo estorsivo, in breve tempo hanno accertato il movente: dissapori e rancori maturati tra imprenditori concorrenti nel settore della ristorazione e le pregresse minacce rivolte ai titolari della pizzeria oggetto dell’attentato. Chiarite attraverso le indagini anche le modalità organizzative ed esecutive dell’attentato. Lunedì 3 febbraio, Antonio Pascale e Sara Masone si recarono a Napoli per reclutare Salvatore Ricciardi, pregiudicato esperto di esplosivi e attivo in ambienti malavitosi. Quest’ultimo, con la sua auto, al seguito della coppia rosetana e con l’ordigno già pronto all’uso, all’alba di mercoledì 5 febbraio giunse a Roseto per piazzare e far esplodere la bomba contro la pizzeria, per poi tornarsene immediatamente a Napoli. A connaturare il metodo mafioso nell’episodio criminale c’è il fatto che il pizzaiolo campano, prima dell’attentato, vantando le sue conoscenze con noti esponenti della malavita, aveva minacciato apertamente alcuni dei soci di Anima Concept. Nel commentare l’operazione, gli investigatori evidenziano che fatti gravi di intimidazione e violenza, come quello di Roseto, non conoscono confini geografici, ma dimostrano la prontezza di carabinieri e magistratura in Abruzzo ad arginare con successo anche le forme espansive e insidiose di criminalità.

IL SERVIZIO

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *