VIDEO | Il Teramo da Tedino a Di Mascio: storia di un progetto mai decollato

VIDEO | Il Teramo da Tedino a Di Mascio: storia di un progetto mai decollato

È finita in maniera traumatica, come ogni volta che si arriva all’esonero di un allenatore. Quello che doveva essere un progetto triennale, le cui basi sono state gettate nel luglio scorso, è durato appena sette mesi. La storia d’amore tra Bruno Tedino e il Teramo ha avuto vita breve. L’ex Palermo e Pordenone avrebbe dovuto rappresentare il cardine dell’ambiziosa ascesa del nuovo sodalizio del patron Iachini. Esperienza, competenza e le credenziali da maestro di calcio in grado di sposare risultati e bel gioco. Su di lui avevano puntato tutto, nell’estate della rifondazione, i direttori Iaconi e Federico, per iniziare a Teramo un nuovo ciclo vincente.

Dopo l’avvio lento in campionato, per via del ritardo nella costruzione della squadra e del tempo necessario per amalgamare il nuovo gruppo, la risalita tra alti e bassi che ha collocato il Diavolo in zona playoff. Però Tedino non è mai riuscito ad imprimere un’identità chiara alla sua squadra, vittima di un rendimento a due velocità (positivo nel fortino casalingo, con 28 punti e sole due sconfitte; da retrocessione in trasferta con 9 punti e sole due vittorie). Man mano è emersa la figura di un allenatore troppo innamorato delle sue idee e di alcuni giocatori, che ha continuato a sperimentare moduli e formazioni finendo col giocare sabato senza punte. Un rapporto che è andato logorandosi col tempo sia con parte dello spogliatoio (poca considerazione dei giovani, come invece chiesto dalla società, e tensioni con alcuni senatori) che con la dirigenza. Fino all’epilogo innescato dal crollo contro il Monopoli, dove anche i tifosi gli hanno definitivamente voltato le spalle.

Tedino va via insieme al suo vice Marchetto con un bottino di 37 punti (10 vittorie, 7 pareggi e 9 sconfitte), 27 gol fatti e 29 subiti in 26 giornate, lasciando il Teramo in settima posizione lontanissimo dalle prime e a portata di tiro delle inseguitrici. Toccherà a Cetteo Di Mascio, guru del settore giovanile ma con esperienza quasi nulla di prime squadre (5 panchine in totale a Pescara nel ’98-’99 e nel 2003-’04), il difficile compito di evitare che tutto vada a rotoli (con l’aiuto del vice Marco Stella). L’obiettivo è arrivare a giugno facendo i playoff e valorizzando i migliori giovani in ottica mercato. Poi, a meno di clamorose sorprese, si ricomincerà con un nuovo progetto che faccia tesoro degli errori commessi.

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